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CALCIO NEWS
 
I CAMPI FLEGREI
I Campi Flegrei sono una vasta area di origine vulcanica che si espande fino a nord-ovest della città di Napoli; la parola "flegrei" deriva dal greco "flègo" che significa "brucio", "ardo". Nella zona sono tuttora riconoscibili almeno ventiquattro tra crateri ed edifici vulcanici, alcuni dei quali presentano manifestazioni gassose effusive (area della Solfatara) o idrotermali (ad Agnano, Pozzuoli, Lucrino), nonché sono causa del fenomeno del bradisismo (molto riconoscibile per la sua entità nel passato ancora oggi visibili nel tempio di Serapide a Pozzuoli). In questi luoghi dal fascino indiscusso, forte fu la presenza degli Antichi Romani che a "Misenum", avevano la base navale dell'imponente flotta imperiale. La spiaggia di Miliscola a tutt'oggi conserva nel suo nome il ricordo degli allenamenti che vi svolgevano i marinai romani (militum schola). Dell'antico villaggio militare si è messo in luce il Sacello degli Augustali, splendidamente ricostruito in un'apposita sala del Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello Aragonese di Baia.
Nel 2003, in attuazione della Legge Regionale della Campania n. 33 del 1.9.1993, è stato istituito il Parco Regionale dei Campi Flegrei.


PRESENTAZIONE

Breve storia del progetto CampiFlegreiRadio WEB TV !
Cosa ci ha spinto ha realizzare La Web Tv Napoletana.

Il successo della  canzone Napoletana nel Mondo non deve essere certo spiegato. La sua melodia, la sua passione, vengono da un popolo, quello Napoletano, che riesce con le note musicali a cantare e raccontare le proprie sofferenze, consacrandole nell'amore che riempie i cuori di ognuno e portando le stesse quasi in secondo piano. Le Canzoni Napoletane sono come un dipinto, in cui, i colori rossastri di un tramonto, nascondono il sangue, oramai assorbito e scolorito, di una terra che brucia di questi "campi ardenti" , dove gli antichi Greci , fondarono quella che fu la Città della Sirena Partenope, il cui canto riecheggia ancora in questi luoghi, dove più di altri, amore e morte contrastano da millenni con la grande umanità di donne e uomini unici e passionali.
La nostra WEB TV, nasce con la voglia di farvi ascoltare il nostro cuore con le nostre canzoni e di raccontarvi, sulle pagine del nostro sito web, la storia della nostra Terra, attraverso le biografie di ogni artista. Si, perché dietro le loro canzoni, ci sono le loro storie..che sono poi quelle che raccontano, la vita, gli amori e le sofferenze del popolo della "Terra del Fuoco" !

LA CANZONE NAPOLETANA

Le Origini
Un pò di storia, per chi pensa che sia solo Folklore!

L'origine della canzone napoletana data intorno al XIII secolo, quindi ai tempi della fondazione dell'Università partenopea istituita da Federico II(1224), della diffusione della passione per la poesia e delle invocazioni corali delle massaie rivolte al sole, come espressione spontanea del popolo di Napoli manifestante soprattutto la contraddizione tra le bellezze naturali e le difficoltà oggettiva di vita, si sviluppò già nel Quattrocento quando la lingua napoletana divenne la lingua ufficiale del regno e numerosi musicisti, ispirandosi ai cori popolari, iniziarono a comporre farse,frottole,ballate, e ancora maggiormente dalla fine del Cinquecento, quando la "villanella alla napolitana" conquistò l'Europa, sin alla fine del Settecento. Questa espressione artistica popolare era allora carica di contenuti positivi ed ottimistici e raccontava la vita, il lavoro ed i sentimenti popolari.

La Villanella Napolitana
Il canto delle lavandaie del Vomero!

Già dall'antico canto delle Sirene, la melodia aleggiava nel Golfo tra Procida e Capri, segnando nel mito delle sue origini Greche, il destino della città della Sirena Partenope, da cui prese il nome. E il canto ha sempre accompagnato questo Popolo, anche se nulla si sa di certo sulle vere origini. Il famoso "Canto delle lavandaie del Vomero", è visto da tutti gli storici un punto di inizio della canzone Napoletana, risalente  al tempo di Federico di Svevia, intorno al 1200. La "Villanella" era un tipo di canzone agreste (Napoli era allora tutta cinta di Verde, di orti o campi) che diede origine ad un fenomeno musicale fra i più interessanti della storia della musica in Europa. Tra il '400 e il '500 le "villanelle napolitane" si contano a centinaia, e si cantano a più voci, con accompagnamento di liuto e colascioni . Piazza Castello, diventa il centro musicale di Napoli, dove tra la "Taverna del Cerriglio" e lo "scoglio di S Leonardo al Borgo di Chiaia", Poeti e Musicisti si riunivano per comporre nuove "villanelle" che poi il popolo faceva sue. I primi compositori di villanelle furono i napoletani Giovanni Domenico da Nola e Giovan Tomaso di Maio. La prima "villanella" a stampa è del 1537, fu la famosa "Voccuccia de ' no pierzeco apreturo" attribuita a Bernaldino Passaro meglio conosciuto come il "Velardiniello" (1400-1500); l'ultima fu scritta nel 1652.

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