
Titolo Originale:T'Amo e T'Amerò
Regia: Nini Grassia Sceneggiatura: Nini Grassia Attori: Luciano Caldore, Enrico Litterio Guarnieri, Solange, Barbara Chiappini, Francesca Rettondini, Andrea Roncato.
Ruoli ed Interpreti Fotografia: Luigi Ciccarese Montaggio: Vanio Amici
Musiche: Nini Grassia, Enzo Rossi
Produzione: PRODUZIONI ASSOCIATE CINEMA E TELEVISIONE
Distribuzione: INDIPENDENTI REGIONALI
Paese: Italia 1999
Genere: Commedia, Musical
Durata: 115 Min.
Formato: Colore
Questo film non è attualmente programmato al cinema.
Trama del film T'amo e t'amerò:
Una giovane promessa della canzona napoletana vive con il grande cruccio di non sapere che sia suo padre.
Titolo originale: PAZZO D'AMORE
Regia: Mariano Laurenti
Cast: Lorenzo Flaherty, Anna Maria Petrova, Laura Chiatti, Marisa Merlini, Luciano Caldore
Sceneggiatura: Daniele Stroppa, Rosanna Coggiola
Fotografia: Silvano Tessicini
Montaggio: Carlo Broglio
Scenografia: Arturo Andreoli
Costumi: Anna Maria Rizzoli
Musica: Enzo Rossi
Presentato da: Gold Film, Edizioni Star Comics
Produttore: Remo Angioli, Giovanni Bovini
Produzione: Gold Film - Edizioni Star Comics
Vendite estere: UNIEXPORT FILM INTERNATIONAL
Paese: Italia
Anno: 1999
Durata: 104'
Uscito in sala: 07/12/2000
Trama del Film:
Roberta e Marco sono due ragazzi che si frequentano da qualche mese, e, essendo troppo giovani per andare in vacanza insieme, trovano uno stratagemma per vedersi anche d'estate. Convincono i rispettivi genitori ad andare in vacanza in un villaggio turistico in Calabria. Sullo sfondo della loro storia le differenze sociali di due famiglie di estrazione diversa, la bellissima Calabria e un'intensa colonna sonora.
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L'INTERVISTA IN ESCLUSIVA
L'Incontro con
Luciano negli studi Ace Music (1) |
Il Successo, i film, i presunti o veri amori sui set (2)
L'altra faccia della
medaglia, della vita di Luciano Caldore
L’Intervista:
L.Caldore:Eccomi, (accennando un sorriso e
allargando le braccia)
A.LaMarca: Ciao Luciano, questo tuo sorriso,
questo tuo gesto di braccia aperte..è perché sai cosa ti
aspetta, che domande ti faremo? (anch’io sorrido in
segno di simpatia e per alleggerire la sua emozione)
L.Caldore:Si, so che tutti vogliono sapere perché
sono sparito per un periodo di tempo, cosa mi è
successo.
A.LaMarca: Si in effetti è cosi, “ma che fin’ e
fatte Lucià” tutto questo tempo (scusatemi l’uso del
dialetto, ma riporto la domanda, cosi come l’ho fatta)
L.Caldore:
(con un sorriso e scuotendo un po’ la testa dall’alto in
basso) In realtà ho trascorso un periodo di sconforto,
chiudendomi un po’ a tutto, al successo, all’amicizia.
Ho evitato anche di esibirmi in pubblico. Non ne avevo
voglia. E questo è durato qualche anno.
A.LaMarca: E non hai avuto paura di perdere i
tuoi fan, di perdere tutto ciò che avevi conquistato,
quello per cui avevi lottato, di perdere il successo?
L.Caldore:No, non ho avuto paura, perché non mi
interessava. Io sono una persona, molto semplice. Forse
non ho saputo lottare.
A.LaMarca: Ma noi abbiamo visto e conosciuto un
Luciano che da bambino prodigio è arrivato al cinema. Un
Luciano Caldore di cui erano piene le pagine delle
riviste di Gossip. Ti hanno accreditato amori con donne
bellissime: Barbara Chiappini, la Rettondini, Laura
Chiatti.
L.Caldore:Il
mio successo è stato tanto travolgente e tanto affamato
della mia stessa persona che in qualche momento mi sono
sentito divorato. All’apice della mia carriera,
mi
esibivo in più di settecento serate in un anno, quasi
due serate al giorno. Ero diventato richiestissimo dal
pubblico e dagli addetti ai lavori.
Non c’era festa, non c’era, evento dove io non
partecipassi. Ero al centro della scena.
I miei film avevano oltrepassato i confini. Qualcuno,
qualche giornalista che non mi ha mai conosciuto
direttamente, mi incolpava, su un giornale, che volevo
rassomigliare a Nino D’Angelo. Io invece ero e sono come
mi vedi. Semplice, onesto, forse anche un po’ timido.Il mio successo era genuino come me, non stavo imitando
nessuno. Le ragazzine, le mamme, tutti, mi seguivano
perché io per loro ero un simbolo: Il bel ragazzo
napoletano che emerge da questa città difficile ed
introversa. In cui passioni e dolori, fame e ricchezza,
caos e disordine sono ancora la normalità.
Una città
che sa portarti in trionfo come Masaniello:povero e
scalzo. Ma che ammazza e distrugge nel silenzio
dell’omertà. Il successo qui, non è come quello che puoi
avere a Parigi, a Londra o New York. Per capire il mio
successo, devi essere
Napoletano: Non c’è alternativa.
A.LaMarca:Ne parli con molta amarezza. Noi da
questo lato della scena, come pubblico, come fan, ti
abbiamo visto sorridente, felice, vincente,
innamorato,ti hanno perfino chiamato il Di Caprio
napoletano. Tu invece, ne parli con rammarico, con
emozione, con disaccordo. Cosa è successo veramente?
L.Caldore:Beh per quanto riguarda i presunti
amori, oggi a distanza di tempo, posso dirti che quello
con la Rettondini e con La Chiappini erano un po’
montati ad arte, mi hanno aiutato in verità ad
accrescere i pettegolezzi, che poi venivano pubblicati
come scoop sui vari giornali di gossip.
A.LaMarca: Non sei molto convincente, mentre lo
dici (una risata irrompe nel salotto della ACE Music.
Sul divano sono seduti gli altri componenti del gruppo
ed alcune persone dello staff) vedi anche i tuoi amici
non sono d’accordo.
L.Caldore: No, no, nulla di vero. Però posso
dirti che l’unica vera passione, l’ho avuta con la
Chiatti.
L'inedita confessione dell'Artista!
La verità è che ero oramai per tutti una macchina da soldi, ma di questa macchina solo allora mi ero reso conto che non avevo il controllo. Avevo demandato tutto al mio staff, non mi interessavo di nulla, se non di cantare e di fare bene il mio lavoro.
La mia innocenza fu la mia condanna. Forse con il mio successo, iniziavo a dare fastidio, stavo pestando i piedi a qualcuno senza rendermene conto. Da li a poco, iniziai a lavorare di meno, in giro non si parlava bene di me, di quello che era accaduto. E a differenza di come posso sembrare, non sono cosi forte e cosi mi fermai. Caddi in un torpore ed un distacco da quello che era stato il mondo che mi aveva divorato. Iniziai ad isolarmi, avevo bisogno di capire, di confrontarmi col passato e cosi decisi di fermarmi definitivamente. Tutto quello che di bello era accaduto fino al quel momento, tutto il mio successo, le grida dei miei fan, il clamore dei concerti, l'interesse che avevano tutti della mia persona, era cosi lontano che sembrava non essere mai esistito. Avevo l'impressione di vivere in un film. Un film strano, ambiguo, fatto di gente a cui non avrei dovuto credere, di momenti belli e di successo, ma con un finale triste e sconfortante: era il film della mia vita. Ma dentro di me ero convinto che avrei ripreso, che avrei continuato a cantare, a fare film, a fare il mio mestiere. Aspettavo solo di incontrare le persone giuste, che avrebbero di nuovo creduto in me, con chiarezza ed onestà.
A.LaMarca: e queste persone le hai incontrate?
L.Caldore: Si le ho incontrate, sono qui davanti a noi, Angelo Coppola in primis, Padre, amico e produttore e poi tutti gli amici dello staff di ACE Music, questa grande famiglia, che ha creduto di nuovo in me e con cui sono sicuro ritornerò ad essere quello di una volta. Ai miei fan, va un abbraccio forte, perché loro mi hanno saputo aspettare e sono sicuro che mi seguiranno in questo mio nuovo percorso artistico.
A.LaMarca: ed ora che sei ritornato, più carico di prima direi, hai qualcosa da dire?
L.Caldore: Un mio desiderio è quello di chiarire con il dottor Costanzo, che quando avrà saputo la verità, sono certo mi inviterà di nuovo alla sua trasmissione ed io non mancherò una seconda volta.
Chi l’avrebbe mai detto. Il Luciano Caldore che appariva ridente e vincente sui rotocalchi e sulle riviste, attore e cantante, idolo delle ragazze di mezza Italia, conteso dalle trasmissioni televisive di varie reti: fermato dal suo stesso successo. Egli stesso ha ammesso, che il suo errore è stato di non avere mai avuto il controllo di tutto ciò che gli stava accadendo. In realtà Luciano, non aveva il controllo del suo lavoro della sua carriera.
E quando se ne è reso conto, era oramai troppo tardi. Ma Luciano Caldore è un grande professionista, un grande cantante, uno di quelli che hanno fatto la storia del fenomeno Neomelodici a Napoli. Fenomeno strano e difficile anche da capire. Paragonabile al rap, di Harlem, alla musica afroamericana. Il fenomeno Neomelodico Napoletano è qualcosa di più. è il grido di un popolo che soffre da sempre, sfruttato e bistrattato, dimenticato e deriso. Questi ragazzi, cantano il dolore di una città, che sa solo reagire con l'amore, il canto e la passione che ha nel cuore. Un cuore grande quello dei Napoletani che cantano per non piangere i loro figli ammazzati per i vicoli della città. Canta per non piangere i padri chiusi dietro le sbarre, per sfamare i propri figli. Canta per dimenticare chi la sfrutta e si arricchisce, per poi dire con disprezzo "Popolo di terroni".
Luciano Caldore è tornato e sta preparando grandi novità, insieme ad Angelo Coppola e gli amici della ACE Music… Non perdetevi la seconda parte! A presto
Playlist



La prima vera WEB TV Napoletana

della
sua napoletanità , del suo essere un po’ ex bambino prodigio. E
quando ho iniziato a fargli la prima domanda, Lui era li,
emozionato come la prima intervista della sua carriera, come se
il successo che avesse cavalcato fino a ieri, non fosse mai
esistito.
E
tutto ciò risulta evidente nel corso dell’intervista, che verrà
divisa in due parti, per poter meglio affrontare e distinguere
la prima e la seconda parte della sua carriera.