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Pensavate che Nancy avesse terminato di stupirci? Ebbene la risposta è No!
Oggi siamo stati invitati alle riprese del suo prossimo video e come al solito l'appuntamento era negli studi della ACE Music.
Arrivato a Pollena Trocchia, faccio un giro per il centro della città. Erano circa le 15,00 e l'appuntamento era stato spostato allo 15,30. Mi rendo conto che questo è veramente un bel posto. Tutt'intorno c'è ancora molto verde e anche se il monte Somma sembra dare riparo dal Vesuvio, il Vulcano è sempre li, ed è visibile da ogni angolo della città, quasi ad avvertire del suo pericolo, in caso di eruzione.
Ma qui in zona il pericolo non è tanto il Vesuvio. Ben altro Vulcano, più affascinante e pericoloso vive alle sue falde. La sua energia, la sua carica di vitalità, il suo carisma, travolge tutto e tutti. Nunzia, Nancy Coppola, è davvero travolgente. Arriva nella sua C1 Blu cobalto, sorridente e grintosa come sempre e siccome è un po' tardi, incita tutti a salire nelle macchine per raggiungere la piazza principale di S.Giuseppe Vesuviano, dove verranno girate le ultime scene del suo prossimo video.
Saliti in macchina, seguiamo Nancy, che prende il comando di questa piccola colonna di auto al seguito, nei cui abitacoli, notiamo comparse e personale della ACE Music, che indossano abiti da cerimonia.
Mi fa cenno di seguirla....
Ardua impresa, anche per me che ho sempre avuto una guida alquanto veloce ed un bel ritiro di patente con annotazione!
(da non imitare per favore!)
Al primo incrocio, la C1 diventa una Ferrari e Nancy uno Schumacher.
La statale 268 del Vesuvio, sembra non tenere più l'asfalto. Vi ricordate quella pubblicità di un coupé Peugeot? che alla partenza da un incrocio, all'accensione del verde, "straccia" l'asfalto? Ecco, come dovete immaginare Nancy e la sua C1!
La nostra è un po' una esagerazione voluta, ma starle dietro è un impresa ardua.
(non imitate quello che stiamo dicendo. il racconto non deve incitare a correre e violare il codice della strada. usate le cinture e guidate con sicurezza e prudenza)
Arriviamo alla piazza principale di
S. Giuseppe Vesuviano, piazza Garibaldi.
E' qui che gireranno il video, sul sagrato della santuario che sorge al posto dell'antica Chiesa Parrocchiale che venne eretta nel 1631. In Piazza Garibaldi, dove poi fu eretta l'attuale chiesa di S. Giuseppe che venne costruita nel 1896.
I lavori si protrassero dopo l'eruzione del Vesuvio del 1906, fino alla sistemazione attuale che terminò nel 1950.
Arrivati nella Piazza, ecco raggrupparsi le comparse e gli attori che gireranno le scene.
Al centro del sagrato ecco Nancy, con un bellissimo abito da cerimonia.
Una folla di curiosi inizia a riempire il marciapiede dei giardinetti di fronte la chiesa, ma Nancy, sicura di se e senza il minimo accenno di incertezza inizia a impartire ordini alla troupe di cameraman e agli attori e alle comparse.
Vicino a me Angelo Coppola. Ci guardiamo mentre Nancy gesticola per mimare le scene, e scatta una risata. E' troppo forte - gli dico - e Lui (con un sorriso di compiacimento) è come me.
Si gira l'ultima scena di questo Video Clip: Una bimba
che si reca con la madre in chiesa per la prima
comunione. Ma ecco che arriva una macchina della polizia
con due agenti in borghese.
Scortano un pregiudicato
che ha ottenuto il permesso di vedere sua figlia. Lui
scende dalla macchina accompagnato dagli agenti, la
bimba si gira sulle scale della chiesa e corre verso il
padre. Un lungo abbraccio tra i due, poi la bambina
risale le scale, raggiungendo la madre che l'accompagna
nella chiesa.
Il resto del video clip ......un po' dovete attendere,
questo è solo un anticipo!
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L'INTERVISTA IN ESCLUSIVA
L'Arrivo agli
studi ACE Music, l'incontro con Angelo Coppola (1) |
Fine dell'intervista ad Angelo Coppola, l'intervista a Nancy (2)
A.LaMarca: Ritorniamo alla
sceneggiata. Ci dai qualche frase iniziale del libro che stai
scrivendo?
A.Coppola: Ecco, con piacere :“nel cuore di un triangolo dal
quale non si esce facilmente, né sai perché ci sei nato. Nel
retro delle palazzine i bambini giocavano nudi eppure già pronti
alla guerra…”
A.LaMarca: Il libro parlerà di te, ma affronterà quindi la
realtà sociale di molte zone di Napoli. Una storia vera, la tua
storia. Chi saranno i protagonisti?
A.Coppola: Tutti gli artisti della ACE Music: Nancy, Gino
Coppola, David Damiani, Luciano Caldore.
A.LaMarca: Un Cast Stellare! Sarà sicuramente un successo senza
precedenti. Ne seguirà una versione cinematografica?
A.Coppola: Si, è in progetto anche una versione cinematografica.
Ma adesso pensiamo alla preparazione della sceneggiata che come
ho detto prima, porteremo in scena a Settembre.
Sento aprire una porta, mi giro è Nancy, la stella del gruppo.
Gli occhi di Angelo Coppola, si illuminano di quella luce che
solo un padre come lui può avere. Un padre che ha sbagliato,
sofferto e pagato a caro prezzo. Ma di questo non vogliamo
parlare. Siamo qui per intervistare Nancy e tutti gli altri.
Angelo ci presenta e Nancy mi viene incontro con il sorriso che
la distingue e quel fascino tipico delle donne Napoletane.
Dopo le presentazioni i saluti: è Lei che ruba subito la
scena a tutti. Nancy fin dalle prime battute scopre subito il
suo carattere determinato, a prima vista un po’ distaccato. Ma è
solo apparenza. Durante l’intervista , scopro una ragazza dolce,
piena di vita e di emozioni, con un grande cuore ed una grande
umanità. Nancy in realtà porta ancora con se il ricordo della
sua adolescenza senza un padre presente in casa. Un adolescenza
fatta di tristezza di sofferenza, che lei annegava nella
canzone. Ed il suo artista preferito era Gigi Finizio, come già
ci aveva accennato Angelo, il papà.
Ma ecco l’intervista a Nancy:
Nancy: Ciao, eccomi , di cosa vogliamo parlare?
A.LaMarca: Siamo qui per sapere un po’ tutto di te Nancy.
Conosciamo le tue canzoni, i tuoi successi, ma non sappiamo
nulla di te. E il tuo pubblico, i tuoi Fan vogliono conoscere
Nancy.
Nancy: Nancy è quella che vedi, quella che vedono tutti gli
altri.
A.LaMarca: Si ma tutti vogliono conoscerti, tutti i tuoi fan che
impazziscono per te: lo sai che sul nostro CampiFlegreiRadio’s
YouTube Channel, i tuoi fan mandano messaggi d’amore?
Nancy: Nancy nella sua vita privata? Nella sua normalità
quotidiana? Non so distinguere la mia vita normale (privata
N.d.R.) da quella artistica. Ogni cosa che faccio mi unisce
all’artista! Ora sono Nancy, ma lo sono anche a casa mia, con
gli amici, con le persone della mia vita: non c’è differenza tra
le due vite.
A.LaMarca: Quindi la Nancy che vediamo quando canta, si
esibisce, è la stessa Nancy che vive in famiglia, che esce con
le amiche a fare shopping?
Nancy: Si è cosi. Non c’è stato un vero passaggio tra Nunzia
Coppola (questo il suo vero nome) e Nancy l’artista, la
cantante. Cantavo da quando avevo tre o quattro anni durante le
feste di famiglia, dei parenti. Quindi ho vissuto questa
esperienza nella normalità quotidiana.
A.LaMarca: Hai avuto sempre questa passione per la musica, il
canto. Quando è iniziata la tua carriera artistica?
Nancy: La mia vita è segnata dal periodo in cui mio padre è
stato, forzatamente, lontano da casa. In un periodo,
l’adolescenza, in cui tutti i figli hanno bisogno di un
conforto, di un consiglio, di una guida, che mio padre non mi ha
potuto dare. E questa assenza, queste mancanze, cercai di
colmarle nella musica, nella canzone.
Ascoltavo Gigi Finizio, duettando da sola sulle sue canzoni.
Erano diventate la colonna sonora della mia vita.
In quelle parole cercavo risposte ai problemi che affrontavo
durante la mia adolescenza, senza avere mio padre accanto a me.
Ascoltavo e cercavo riposte, consigli, amore, affetto.
E tutte queste cose le trovavo nelle canzoni di questo grande
artista.
Sembra assurdo, ma in quel periodo della mia vita Lui è stato il
mio vero padre.
Ero completamente immersa nelle sue canzoni.
Ma questo mi ha aiutato a superare quel momento e mi ha
accompagnata a crescere, quasi come se ascoltando le sue
canzoni, egli stesso mi avesse preso per mano e guidata
in quel periodo tormentato della mia vita.
Cantavo e registravo delle cassette che inviavo a mio
padre. Questo fino al suo ritorno a casa.
A.LaMarca: è molto bello quello che ci stai
raccontando e ci fa capire che sei una persona con un
animo sensibile e forte.
Stiamo conoscendo una Nancy inedita però, diversa da
quella bella ragazza sorridente e brava che si esibisce
al suo pubblico con una carica travolgente.
Nancy: mio padre non c’era, ma non per questo la mia vita era
finita. All’età di 14 anni, andai a lavorare per soli 50
Euro a settimana. Facevo la commessa, ma ero fiera di me
e con quei soldi che guadagnavo mi pagavo le lezioni di
canto, che costavano 30 Euro, il resto dei 20 Euro li
utilizzavo per il motorino.
Ma alla scuola di canto, dopo un po’ dissero che ero
piccola e timida ed allora decisi di iniziare a fare
Piano Bar.
Cosi è iniziata la mia carriera.
Da una storia triste che ha coinvolto mio padre e la mia
vita e dalla forza che ho ricevuto dalle canzoni di
questo grande artista che nemmeno conoscevo
personalmente.
A.LaMarca: E poi, al ritorno di tuo padre a casa,
cosa succede?
Nancy: Quando mio Padre è tornato a casa, il ricordo di quelle cassette che gli inviavo, avevano segnato anche lui.
Erano state l’anello di congiunzione con sua figlia, le aveva ascoltate e riascoltate centinaia di volte.
Ma questo gli straziava il cuore. L’amore per sua figlia era troppo grande e quelle canzoni gli facevano ascoltare solo la mia voce.
E tutto ciò ha fatto nascere in Lui l’idea di Nancy cantante professionista ed egli stesso ha iniziato a scrivere per me molte delle mie canzoni. A.LaMarca: Angelo Coppola, tuo padre, è veramente una persona dalle mille sorprese. Autore, scrittore, produttore, scenografo. Una famiglia di talenti. Infatti poi inizia a cantare anche tuo fratello Gino? Nancy: Si, in realtà mio fratello Gino ha iniziato anch’egli alle feste di famiglia, verso i 13 anni, con l’adolescenza, rifiutava di farlo per la sua timidezza di esibirsi anche se poi erano tutti parenti ed amici. Ma di questo ve ne parlerà lui nella sua intervista. Comunque le nostre due carriere non sono state affatto separate.
E le nostre esperienze si sono incrociate più volte, anche realizzando una canzone insieme. A.LaMarca: Hai avuto poi occasione di conoscere Gigi Finizio?
Nancy: Si, ma prima di conoscerlo è passato del tempo. Una volta diventata cantante professionista il mio sogno nel cassetto era quello di conoscere questo grande Maestro, poter finalmente abbracciare quell’artista, che a sua insaputa, era stato cosi importante per la mia vita. E cosi, ho tentato in tutti i modi di incontrarlo, per potergli dire quanto era stato importante per me e che, se ero diventata quella che ero, era anche grazie a lui.
Mi decisi di scrivergli anche una lettera, in cui gli raccontavo tutta la mia storia e durante un suo concerto, confondendomi tra i suoi fan, riuscii a metterla nella sua macchina.
Ma passarono mesi e non ebbi alcuna risposta. Non mi ero arresa, sapevo che prima o poi ci sarei riuscita, non sapevo come e quando, ma la mia determinazione mi diceva che sarebbe accaduto.
E di li a poco accadde.
Mi trovavo in una gioielleria a fare degli acquisti, quando vidi Gigi in una sala più all’interno.
In un attimo, mi passarono davanti agli occhi tutte le giornate che avevo trascorso ad ascoltare e cantare le sue canzoni.
E quell’artista che era stato la mia guida, in assenza di mio padre, senza nemmeno saperlo, era li. Riuscimmo a parlagli e gli fu spiegato chi ero, che ero una sua ammiratrice da sempre, che ero anche io una cantante e che volevo conoscerlo.
Egli accettò e ci fecero accomodare in una saletta interna. La mia emozione fu tale, che quando mi avvicinai a lui, un pianto dirotto non mi permetteva di parlare.
Il Maestro, cercava di calmarmi, mi diceva “spiegami che succede” “non piangere” .
Cosi presi forza e gli dissi in pochi minuti tutto ciò che avevo dentro e finalmente ebbi il coraggio di chiedergli che mi avrebbe reso felice se avessimo potuto in futuro, incidere una canzone insieme.
Egli mi ascoltava e mi guardava, forse un po’ stupito per quello che stava accadendo.
Ed io gli spiegai che mi sarebbe bastato anche cantare una sua composizione, rendendomi conto che gli impegni contrattuali con la sua casa discografica, gli avrebbero potuto impedire di esibirsi con me.
In quel momento, ricordai che avevo nella borsa una copia della lettera che gli avevo scritto e gliela consegnai.
A.LaMarca: Fini qui il tuo incontro?
Nancy: Si, avevo incontrato l’uomo che inconsapevolmente, mi aveva guidato in momento della mia vita. Ero già contenta di averlo potuto fare. Certo avrei voluto che il mio desiderio si completasse con una esibizione insieme, o cantando una canzone scritta solo per me.
A.LaMarca: Beh, da come lo dici, non hai saputo più nulla.
Nancy: Un uomo è grande non perché le sue opere sono tali, ma perché la sua umiltà è più grande di esse. Non sempre le persone che crediamo di conoscere, che stimiamo e amiamo sono come noi le abbiamo immaginate. E non sempre il successo di un uomo equivale al successo delle sue azioni.
Io Nancy, ho avuto un maestro che non ha mai conosciuto la sua allieva. Io resterò un allieva che potrà con questa esperienza, diventare Maestra umile, perché non ho mai conosciuto l’umiltà di un grande in cui ho creduto e non farò mai lo stesso errore.
Il papà delle canzoni che cantavo, resterà sul nastro delle cassette che registravo. Il papà che ho nel mio cuore è qui accanto a me,è finalmente tornato a casa e so che non mi tradirà mai . A.LaMarca: non ho parole e non ho domande. Ma credo che sia tu che tuo padre siate due persone fortunate, l’uno per avere una figlia come te e l’altra per essere stata una donna quando era ancora bambina. Grazie Nancy, grazie davvero di questa intervista e di questa emozione che ci hai regalato.
Nancy: grazie a voi tutti di CampiFlegreiRadio.it un bacio a tutti i miei Fan! Seguitemi, sta per uscire un mio nuovo brano! Seguitemi sulla mia pagina che CampiFlegreiRadio.it mi ha preparato, sarete sempre informati su tutte le mie novità, sui concerti e le anteprime!
Grande Nancy, grande Angelo Coppola.
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